Archivio di febbraio 2007

Perché Sanremo…

martedì, 27 febbraio 2007

è Sanremo!!!

Da stasera cinque giorni di felicità… alla faccia vostra :P

“Mi dichiaro prigioniero politico”

martedì, 13 febbraio 2007

È inquietante vedere miei coetanei pronunciare quella frase, quando il mondo intorno è così lontano da quello scritto nei libri…

Congratulazioni ragazze!

lunedì, 12 febbraio 2007

Cinque grammy per un grande gruppo.

Le Dixie Chicks, che continuano a cantare:
Dixie Chicks

No, non vi scuso.

domenica, 11 febbraio 2007

L’ipocrita morbosità di Repubblica.

repubblica.it

Stavo pensando una cosa…

martedì, 06 febbraio 2007

Qui sta arrivando di tutto. Tranne quello che vorrei veramente.

Porca troia.

Another suitcase in another hall…

lunedì, 05 febbraio 2007

Io vado, ci vediamo più tardi…

“You only live twice, mr. Bond.”

giovedì, 01 febbraio 2007

È quanto dice Ernst Stavro Blofeld al suo nemico di sempre durante l’omonimo film.
Casino Royale è proprio la seconda vita cinematografica di James Bond.

Benché ormai si sia giunti al sesto attore nelle vesti del settimo agente doppio zero, i primi cinque erano in realtà tutte reintepretazioni dell’orginale, ovvero Sean Connery: stessa cronologia, stessi personaggi, stesso modo di fare. Soltanto un lieve aggiornamento tecnologico o storico per adeguare la trama al mondo che cambia.
Stavolta invece si è deciso, per il ventunesimo film, di fare un completo reboot della serie e ripartire da zero. O quasi, infatti M rimane sempre splendidamente interpretato da Judi Dench, l’ambientazione è ai giorni nostri, con i terroristi internazionali come nemici e ovvi riferimenti all’11 settembre, ma Bond non è nemmeno un doppio zero all’inizio del film, lo diventerà giusto in tempo per i titoli.

Il film è ovviamente ben realizzato, sia perché la corazzata Broccoli sopravvive come non mai, sia perché il regista è un esperto di film d’azione e conosce 007 (diresse un altro film della svolta: Goldeneye). Le scene d’azione sono crude e spettacolari, compresa la celebre tortura della sedia, ma fanno un po’ sorridere pensando a quanto il marketing abbia fatto passare questo come uno dei Bond più realistici della serie… È vero ci sono pochissimi gadget (non c’è Q, ma in fondo ormai non ritengo possa più esistere quel personaggio dopo la morte di Llewelyn) e quelli che ci sono sono molto legati al mestiere di spia piuttosto che al divertimento dello spettatore. Ci sono poi molti richiami ai film passati, in qualche caso un vero riassunto di eventi-chiave per Bond successi in oltre quaranta anni di avventure, tutto è compresso per rafforzare il personaggio e farlo ripartire da zero. E proprio perché riparte da zero, Bond è duro, rozzo, forse davvero quello che Fleming voleva mostrare: un soldato eccellente mandato in un mondo di lustrini e silenziatori per uccidere in nome di Sua Maestà Britannica.

Su Daniel Craig mi pronuncio poco, personalmente avrei preferito vedere Clive Owen nello smoking di 007, ma in effetti ritengo che l’effetto finale sarebbe stato lo stesso. Notevole vedere come uno stesso sarto di classe inarrivabile, Brioni, riesca a vestire in modo così diverso due attori tanto da rendere esattamente l’idea di quello che rappresentano: nato nel lusso Brosnan, burino vestito per la domenica Craig.
Certo è un bel colpo per gli amanti del Bond classico, onniscente, sempre in tiro, quasi mai sanguinante, mai urlante e, soprattutto, distaccato e professionale.

Io per ora mi guardo gli extra e i film che ricordo meno della appena acquistata Bond Best Collection, aspettando di rivedere con calma Casino Royale, ma di una cosa sono sicuro:

James Bond Will Return.