Archivio di luglio 2006

Il vento del cambiamento

lunedì, 24 luglio 2006

No, non è il titolo di una canzone degli Scorpioni, ma soltanto quello che sentivo stasera durante la cena.
Adesso fuori piove, dentro faranno trentacinque gradi e fuori piovono gocce grandi così. Evviva luglio.

Non sono mai stato contrario o ostile ai cambiamenti, anzi potrei dire che ne ho provocati molti più di quanto ne avessi realmente bisogno.
Quello che non sopporto sono le attese disilluse, sono i progetti andati in fumo, sono le promesse mai mantenute. E sono queste che spingono ancora a cambiare, troppo spesso a scappare, per ricominciare ancora il circolo vizioso.

Giovanni Lindo Ferretti cantava “Così vanno le cose, così devono andare…”, ma a San Lorenzo manca ancora qualche giorno.
Pochi, ma sembrano un’eternità in cui tutto (o nulla) può succedere.
E allora

Quietami i pensieri e il canto e in questa veglia pacificami il cuore…

Dove eravate cinque anni fa?

venerdì, 21 luglio 2006

Dove eravate mentre cinque anni fa, a Genova, veniva sospesa la democrazia ?

Dove eravate mentre succedeva questo:

Mi hanno fatto spogliare davanti ad agenti maschi, in infermeria. Ricordo che una ragazza svedese non voleva farlo, e allora il medico le ha risposto in tono sprezzante, lei non capiva e io ho provato a tradurre, ma il medico mi ha zittito:“Alla scuola dovevano fucilarvi tutti”, ha detto.

o questo:

Venivo da un ospedale, con un braccio steccato. Alla caserma mi hanno tolto di mano la cartella clinica e strappato gli orecchini. Mi dicono di stare con le braccia alzate nonostante il braccio rotto e da dietro mi colpiscono con pugni e calci, anche alle palle. Uno mi dice: “Morirete tutti voi zecche! Vi ammazzeremo, così vuole Fini, vi facciamo una siringa e subito passa…”.

o questo:

Quando è venuto il mio turno di andare in bagno, mi ci hanno portato dicendomi “troia” e “puttana”. Mi hanno ficcato la testa dentro il water. Uno mi ha detto: “Che bel culo, ti piace il manganello?”.

o questo:

Chi indugia, chi accenna a una qualche difesa viene preso a manganellate sulla testa, sulla schiena, in faccia, sulle braccia, con una violenza che io, a 52 anni, con un passato di decine e decine di manifestazioni, non ho mai visto prima

o questo:

Siamo stati costretti a stare attaccati al muto a braccia alte e gambe divaricate per decine di ore. Per chi faceva domande tipo volere vedere un avvocato o un giudice o chiedeva acqua, botte per chi era nero botte, chi, invece voleva andare in bagno vi veniva portato e poi riempito di botte.
Ogni tanto arrivavano torme di poliziotti in divisa od in borghese che sceglievano persone a caso da insultare o picchiare, o le costringevano a cantare giovinezza , ad urlare viva il duce viva la polizia. Nel mio caso, avevo un distintivo della Roma ho dovuto urlare forza Lazio!!

Dove eravate voi? Dove erano i responsabili del governo di allora e dove erano quelli del governo di oggi? Dove cazzo erano?

Personalmente mi sono rotto i coglioni di dover sempre ricordare, e troppo spesso commemorare, tragedie su tragedie.
Io voglio dimenticare, voglio avere il diritto di rimuovere il dolore. Ma non si può fare senza aver prima saputo tutto quello che è successo, e soprattutto, perché.

Altre testimonianze le trovate su Peacelink, da Sammy, sul Torino Social Forum. E soprattutto sul sito del Supporto Legale, al quale va tutta la mia riconoscenza per l’immane lavoro che sta facendo da anni per dimostrare che questo è ancora uno Stato di Diritto.

Palermo – Via d’Amelio – ore 16:58

mercoledì, 19 luglio 2006

Sono passati quattordici anni da quella esplosione, con la quale si chiuse definitivamente un ciclo e se ne aprì un altro. Diverso sì, ma solo perché più silenzioso.

Un artista siciliano fenomenale, Davide Enia (suo il Rembò di Radio 2) ha ricordato così a Condor il giorno dell’attentato al giudice (vado a memoria):
“Io abitavo a Palermo proprio di fronte alla casa di Borsellino. Era pieno di polizia e dopo l’attentato a Falcone avevamo paura che potesse succedere qualcosa. Quella domenica ero in camera mia, e sentii un esplosione molto forte. Pensai subito a Borsellino e mi affacciai, ma vidi che era tutto normale. Qualche minuto dopo mia zia mi chiamò davanti alla tv e mi disse ‘Hanno ammazzato Borsellino sotto casa della madre’. Capii che quella era l’esplosione che avevo sentito, e via d’Amelio e casa mia stanno agli angoli opposti di Palermo.”

Fotoblog – 09 Luglio 2006

lunedì, 10 luglio 2006

Roma – Capitale d’Italia: Campione del Mondo di Calcio 2006

Piazza Venezia

Piazza Venezia - Campioni del Mondo

Via del Corso

Via del Corso - Campioni del Mondo

Piazza di Spagna

Piazza di Spagna - Campioni del Mondo

cliccate sulle foto per ingrandirle

Avevo tre anni…

lunedì, 10 luglio 2006

nel 1982.

Ora ne ho ventiquattro in più, e siamo sempre campioni del mondo. :-)