Il Cioccolato non è per tutti
E non fate quelle facce, vi vedo.
Non sto parlando di quelle schifezze della Kinder, che hanno più grasso di un motore di un camion, e nemmeno della Nutella, mi dispiace ma quello non è cioccolato. No no.
Sto parlando di Cioccolato con la C maiuscola, fatto quanto più possibile di cacao. E basta.
Per questo si misura in percentuale e ci sono diversi stadi di perfezione. Sia ben chiaro fin dall’inizio: non stiamo parlando di dolci, perché il Cioccolato non è un dolce. Il contrario esatto.
Per i profani, il punto di non ritorno sta nel 70%. Con questa percentuale anche i palati non eruditi (quelli che mettono la Nutella nella pizza salata, o lo zucchero nel caffè) possono assaporare qualche particella di Cioccolato, pur annegata in un 30% di fuffa.
Questo segna anche l’ultimo livello a cui arriviamo noi italiani, per lo meno nella produzione industriale, infatti il Fondente Nero Novi 70% è un prodotto di ottima qualità, sia in piccoli cioccolatini che nella classica barretta (le malelingue dicono che sia l’unico prodotto della Novi degno di essere acquistato, io non mi pronuncio…
).
Superata la soglia della mediocrità, bisogna superare anche le Alpi. Bisogna andare in Svizzera.
Il penultimo gradino è il Lindt Excellence 85% Cacao.
Già scartandolo si può apprezzare la sua superiorità: la barretta è sostenuta da un foglio di cartone, per impedire accidentali rotture. Rompendo la carta argentata, le narici vengono colpite da un odore netto, forte ma non pungente, di quella cosa che fin da piccoli abbiamo imparato a conoscere: cacao, cacao puro.
Staccandone un quadretto l’odore aumenta, così come la voglia di assaporarlo. Con un morso deciso (attenzione, la sua compattezza richiede denti sani), si avvicina la materia alle papille gustative, e il primo impatto è secco e deciso: amaro.
Amaro come un caffè espresso fatto a regola d’arte, come un Toscano Originale, come un liquore di montagna, come una cinta di pelle appena fatta. Poi, per un attimo, il sapore sembra sparire mentre si mastica, quasi fosse stata un’illusione. Ma non c’è tempo per la delusione, quell’attimo che sembra non finire (e che con molti altri prodotti da supermercato non finisce) cessa nell’istante in cui la polvere esplode dalla barra in cui era compressa, e si spande nella bocca. La sensazione è di gusto assoluto, di impulsi che arrivano al cervello e producono endorfine, di benessere, di quasi perfezione.
La perfezione però, si sa, non è propria del genere umano.
Ma possiamo andarci molto vicini.
Vicini quanto il più alto gradino verso il gusto assoluto, e su questo gradino siede il re: il Lindt Excellence 99% Cacao. Su questo gradino pochissimi palati possono risiedere. Infatti il 99% è (credo) l’unica barretta al mondo con un disclaimer sulla confezione. Quando la scartate, sul foglio che chiude il piccolo vassoio dove risiedono i pochi grammi c’è scritto, più o meno, “non a tutti può piacere il 99%, pensateci prima di assaggiarlo, magari allenatevi prima con il 70 o l’85%”.
E se vi siete allenati, se siete pronti, aprite la confezione. Prendete in mano quella sottile, nera e lucida barretta, staccatene un pezzo e mettetevelo in bocca.
Assaggerete quanto di più umanamente è possibile per arrivare al Cioccolato perfetto.
Purtroppo non sono in grado di descrivere quello che si prova, posso solo dire che di certo non è possibile mangiarne a kili. È un bene troppo prezioso, troppo raro per essere sprecato, proprio come un Toscano Moro, oppure un bicchiere di Johnny Walker Blue.
Natale sicuramente è un’ottima occasione per mettere alla prova il vostro palato, ne avrete il coraggio ? Provateci, alla fine mi ringrazierete.
Auguri a tutti.
martedì, 27 dicembre 2005 alle 09:35
Tanti auguri di buone feste anche a te, Federico.
martedì, 27 dicembre 2005 alle 10:12
bava….
martedì, 10 gennaio 2006 alle 17:05
Ottimi della Lindt anche i cioccolatini aromatici “Le speziate” (soprattutto quelli al the verde)
domenica, 15 gennaio 2006 alle 16:54
Onore ad una nuova scoperta: i cioccolatini fondenti Magnum ripieni di varie e gustose prelibatazze!!!
domenica, 29 gennaio 2006 alle 18:29
A Federì, altro che Lindt!!! La cioccopiùbuonissima? Quella di Gay Odin, non c’è storia.
domenica, 29 gennaio 2006 alle 20:01
Vabbè, si parlava pur sempre di prodotti industriali…
Altrimenti ti sfodero una bella torta del Pistocchi, che ho appena finito…