L’umanità vista dagli autisti
Una bella lettera pubblicata sul Messaggero:
Dalla cabina di guida del mio tram ho un punto d’osservazione privilegiato per vedere la città e le persone che la vivono. Tanti passeggeri, tante facce, tante impressioni. Dove andrà quella signora dall’aria corrucciata? E quel signore canuto dai modi gentili che salendo in vettura mi dice “buongiorno”? C’è chi ascolta musica con le cuffiette, tanto forte che a volte ne indovino il motivo, e chi legge il giornale, e spesso lo “dimentica” sul pavimento del tram. C’è chi vorrebbe salire in bicicletta e lì a dirgli che non si può, che è sano ed ecologico pedalare ma sul tram non si trasporta una bici, se faccio una frenata d’emergenza potrebbe farsi male qualcuno. E tutti quegli extracomunitari che la mattina di domenica alle 4.30 già affollano piazza di Porta Maggiore con i loro pacchi per vendere quella paccottiglia universale al mercato di Porta Portese. Ne vedo e ne sento tante di storie: dalla signora sola che ti vorrebbe raccontare la sua vita, alla studentessa che deve dare l’esame ed è in ritardo, la sveglia non ha suonato! Roma è una grande città, e la sua gente è piena d’umanità, e allora da semplice tranviere penso a quanto sarebbe bello se ci fosse più cordialità verso gli autisti, e sarebbe bello se la si smettesse di pensare, come tanti fanno, che tutti i problemi del trasporto pubblico sono da imputare agli autisti.
lunedì, 9 gennaio 2006 alle 18:11
Bisognerebbe sempre adottare sistemi sicuri però, la preoccupazione dell’autista è reale.
E comunque in alcune ore non salgono nemmeno le persone, tantomeno i disabili… figuriamoci una bici