Riporto un passaggio della relazione UNAIDS, preso da Maestrini per Caso:
“Infections in several large Western Europe cities are reflecting a revival of risky sexual behaviour. For example, a longitudinal study at a sexually transmitted infection clinic in Rome, Italy, found a dramatic rise in new HIV infections. Cumulative incidence in 2000-2003 was twice as high as for 1984-1995 and much higher than for 1996-1999″.
“The most prominent recent trends in the rest of Western Europe are the steadily growing proportion of newly diagnosed HIV infections that are due to unsafe heterosexual intercourse, and the increasing proportion of women among new HIV cases”.
Traduco per i meno anglofoni (così capite meglio tutti):
“Le infezioni in diverse grandi città dell’Europa Occidentale stanno evidenziando un ritorno di comportamenti sessuali a rischio. Per esempio, uno studio continuativo effettuato da una clinica di Roma sulle infezioni trasmesse per via sessuale, ha trovato un notevole aumento di nuove infezioni da HIV. L’incidenza cumulativa nel periodo 2000-2003 era circa il doppio del periodo 1984-1995, e molto più alta del 1996-1999”.
“Il più importante sviluppo nel resto dell’Europa Occidentale è la continua crescita delle nuove infezioni da HIV, dovute a comportamenti eterosessuali a rischio, e l’aumento della percentuale di donne tra i nuovi casi di HIV”
Si fa presto a far sparire una malattia mondiale, basta non parlarne più.
Anni fa mi ricordo di quando l’AIDS (che noi italiani fintoanglofoni continuiamo a non chiamare SIDA) era visto come la “peste del nuovo millennio”, poi relegata a quattro poveracci drogati, poi nulla più.
Anzi, pareva che con tutte le ricerche l’avevamo sconfitta.
Invece c’è un intero continente che ne sta morendo, e chissà quante famiglie occidentali, borghesi e perbene, che hanno l’alone viola attorno…