Archivio di luglio 2005

Dov’è il dolore del mondo ?

mercoledì, 13 luglio 2005

E i minuti di silenzio ? E le bandiere a mezz’asta ? E le richieste di vendetta ? E il “non abbiamo paura” ?

Da Repubblica.it, dove è già la terza notizia sulla homepage, e presto sparirà:

Kamikaze fa strage di ragazzini
ventiquattro uccisi, decine di feriti
Nell’attacco è morto anche un soldato statunitense
Le vittime hanno dai dieci ai tredici anni

BAGDAD - Una strage di bambini è stata causata questa mattina, a Bagdad, dallo scoppio di un’autobomba. Ventiquattro ragazzini, tra i 10 e 13 anni e un soldato americano sono morti in un’attentato suicida contro un veicolo militare americano, in un quartiere sud-orientale della capitale.

Lo scoppio è avvenuto intorno alle 10:30 (le 08:30 italiane) nella zona di al-Jedidah, su una strada a scorrimento veloce.

“Abbiamo ricevuto i corpi di 24 bambini fra i 10 e i 13 anni,” ha detto un responsabile dell’obitorio dell’ospedale Kindi all’agenzia France Presse. La stessa fonte ha poi riferito che altri 18 ragazzini sono stati feriti.

Secondo quanto dichiarato dal sergente David Abrams, un portavoce militare americano nella capitale, nell’attentato è morto anche un soldato e che altri tre sono stati feriti.

I militari erano giunti sul posto per bloccare i punti di accesso del quartiere Baghdad al-Jadida, appresa la notizia che un attentatore suicida si aggirava nella zona a bordo di un’auto. I soldati hanno invitato i residenti a restare nelle loro case, ma quando una folla di ragazzini ha circondato il loro mezzo blindato hanno iniziato a distribuire caramelle, ha raccontato un testimone, Mohammed Ali Hamza.

Improvvisamente il kamikaze, sbucato da una stradina laterale, si è lanciato contro il fuoristrada corazzato, azionando il detonatore prima di raggiungere l’obiettivo. L’onda d’urto è stata così potente che tre case adiacenti sono state ridotte a un unico cumulo di rovine.

E poi ci chiediamo perché se la prendono con noi…

Dieci anni fa, ottomila morti

lunedì, 11 luglio 2005

Ottomila morti.
Pensate a quanti sono, una piccola città. Srebrenica.

Eppure per loro non c’è minuto di silenzio, non c’è costernazione del mondo dello sport, non c’è nemmeno chi chiede vendetta.

E quella gente è morta per colpa nostra, di quella cosa inutile che ancora chiamiamo Nazioni Unite.

Finché l’occidente non farà i conti con la propria ipocrisia, e non la smetterà di piangere per giorni le sue poche decine di morti, ignorando le centinaia di migliaia che muoiono attorno all’impero, non cambierà nulla.
Anzi, l’odio monterà sempre di più, e chi potrà dargli torto ?

Un morto nostro vale dieci dei loro, è il valore che gli diamo, no ?
Come i nazisti.

Fotoblog – 2 Luglio 2005

sabato, 09 luglio 2005

Da oggi inauguriamo una nuova categoria, quello che vedo in giro che mi piace, lo immortalo col mio K750i e lo posto qui :-)

Piazza del Quirinale – Cambio dell’Arma di guardia al palazzo.

9 luglio 2005

Ancora…

giovedì, 07 luglio 2005

E’ successo ancora…

Il potere del popolo

mercoledì, 06 luglio 2005

Finalmente ha raggiunto anche la sempre più lontana e sempre più burocratica Bruxelles.

Respinta la legge sui brevetti sul software, da Repubblica.it.

E ricordo a chi legge, che tutti i contenuti di questo blog sono creati e gestiti interamente su software open source. :)

“Rules must be obeyed”

martedì, 05 luglio 2005

Soprattutto quando fa male….

The Winner Takes It All – ABBA

I don’t wanna talk
About the things we’ve gone through
Though it’s hurting me
Now it’s history
I’ve played all my cards
And that’s what you’ve done too
Nothing more to say
No more ace to play

The winner takes it all
The loser standing small
Beside the victory
That’s her destiny

I was in your arms
Thinking I belonged there
I figured it made sense
Building me a fence
Building me a home
Thinking I’d be strong there
But I was a fool
Playing by the rules

The gods may throw a dice
Their minds as cold as ice
And someone way down here
Loses someone dear
The winner takes it all
The loser has to fall
It’s simple and it’s plain
Why should I complain.

But tell me does she kiss
Like I used to kiss you?
Does it feel the same
When she calls your name?
Somewhere deep inside
You must know I miss you
But what can I say
Rules must be obeyed

The judges will decide
The likes of me abide
Spectators of the show
Always staying low
The game is on again
A lover or a friend
A big thing or a small
The winner takes it all

I don’t wanna talk
If it makes you feel sad
And I understand
You’ve come to shake my hand
I apologize
If it makes you feel bad
Seeing me so tense
No self-confidence
But you see
The winner takes it all
The winner takes it all…

Cambiare…

lunedì, 04 luglio 2005

A che serve cambiare se si rimane sempre gli stessi ?
A che serve cercare di apparire migliori se poi il risultato del’insicurezza è sempre la non-azione, l’immobilità ?

A che serve cercare di farsi capire meglio, per poi scoprire che quello che realmente siamo è sempre la stessa persona, che fa sempre le stesse cose e ci fa soffrire così tanto.

A che cazzo serve cambiare ? A niente. Non serve a niente.