Archivio di giugno 2005

Il Sudoku

giovedì, 30 giugno 2005

Sarà che con i numeri non vado d’accordo, sarà che a Roma fa un caldo allucinante, sarà che me lo ritrovo ovunque (ho anche la versione per cellulare, quindi la buona volontà ce la metto)…

Sarà tutto, ma proprio non riesco a farmelo piacere, nè a capire come cavolo si fa a finire lo schema… :-D

Se siete tra i pochi che non sanno cos’è il Sudoku, andate sul sito ufficiale, o su Repubblica.it.
Io vi ho avvertiti.

Venticinque anni fa…

lunedì, 27 giugno 2005

Voci nell’aria…

Buonasera radar di Roma, è l’IH 870

Stai a vedere che quello dietro mette la freccia e sorpassa…

Gua…

E 81 persone scompaiono, all’improvviso, senza motivo, dai cieli italiani e dalle menti di tutti, tranne chi ancora dopo un quarto di secolo le ricorda.

In memoria di
Cinzia Andres, Luigi Andres, Francesco Baiamonte, Paola Bonati, Alberto Bonfietti, Alberto Bosco, Maria Vincenza Calderone, Giuseppe Cammarota, Arnaldo Campanini, Antonio Candia, Antonella Cappellini, Giovanni Cerami, Maria Grazia Croce, Francesca D’Alfonso, Salvatore D’Alfonso, Sebastiano D’Alfonso, Michele Davì, Giuseppe Calogero De Ciccio, Rosa De Dominicis, Elvira De Lisi, Francesco Di Natale, Antonella Diodato, Giuseppe Diodato, Vincenzo Diodato, Giacomo Filippi, Enzo Fontana, Vito Fontana, Carmela Fullone, Rosario Fullone, Vito Gallo, Domenico Gatti, Guelfo Gherardi, Antonino Greco, Berta Gruber, Andrea Guarano, Vincenzo Guardi, Giacomo Guerino, Graziella Guerra, Rita Guzzo, Giuseppe Lachina, Gaetano La Rocca, Paolo Licata, Maria Rosaria Liotta, Francesca Lupo, Giovanna Lupo, Giuseppe Manitta, Claudio Marchese, Daniela Marfisi, Tiziana Marfisi, Erica Mazzel, Rita Mazzel, Maria Assunta Mignani, Annino Molteni, Paolo Morici, Guglielmo Norritto, Lorenzo Ongari, Paola Papi, Alessandra Parisi, Carlo Parrinello, Francesca Parrinello, Anna Paola Pellicciani, Antonella Pinocchio, Giovanni Pinocchio, Gaetano Prestileo, Andrea Reina, Giulia Reina, Costanzo Ronchini, Marianna Siracusa, Maria Elena Speciale, Giuliana Superchi, Antonio Torres, Giulia Maria Concetta Tripliciano, Pierpaolo Ugolini, Daniela Valentini, Giuseppe Valenza, Massimo Venturi, Marco Volanti, Maria Volpe, Alessandro Zanetti, Emanuele Zanetti, Nicola Zanetti.

“Perché i Tigi siamo noi, ogni volta che voliamo.” Marco Paolini.

Mi sono messo online…

venerdì, 24 giugno 2005

Dopo un po’ di tempo e qualche indecisione ho deciso di fornire più informazioni su di me.
Cliccate sul link a destra o andate direttamente alla pagina del curriculum.

Maturità

giovedì, 23 giugno 2005

Un bel post dal blog di Antonio Dipollina:

Maturi

Un conto sono le tracce dei temi della maturità, che si potranno valutare più avanti. Un altro è il fiorire alla vigilia di tutte quelle indiscrezioni affannate su cosa poteva esserci nelle tracce medesime (pensare che stamattina qualcuno può aver esultato alla parola tsunami fa un po’ impressione). E soprattutto dell’immagine (reale?) di migliaia di studenti che setacciano il web, implorano indiscrezioni, commetterebbero reati penali pur di sapere in anticipo cosa gli tocca. Va da sé che è tutto tempo che si potrebbe impiegare meglio (non necessariamente studiando) e che l’immagine in questione è lontana chilometri dal concetto di maturità che – ma deve andare bene, proprio bene – dovrebbe riferirsi a uno stato di disincanto (quello possibile a diciotto anni, niente di più ma anche niente di meno), consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri limiti, onesto impegno con se stessi. Dopodiché vada come deve andare. Invece l’investimento massiccio nella gherminella, nel trucchetto, nella furbata è quello che già da giovani porta ai comportamenti da adulti: si inizia cercando di sgraffignare pezzi di realtà e si finisce da grandi a impegnarsi con accanimento nello scoprire gli autovelox della zona, e poi a vantarsene con gli amici.

Almeno la versione di Tacito è difficile, ma è pur sempre latino.
E io che ho avuto quasi quattro a quella di greco… :-D

Casa

mercoledì, 22 giugno 2005

Anche solo cinque anni fa, avere il potere di guardare la propria casa, e quella di chiunque altro, dall’alto, sarebbe stata fantascienza.

Grazie a Google, ora no.

Casa dal Satellite

Il diavolo e l’acqua santa…

lunedì, 20 giugno 2005

Le foto della partita Preti-Modelle, da Repubblica.it

La nazionale preti contro la nazionale modelle per raccogliere fondi e finanziare un progetto di beneficenza a Nairobi. L’incontro si è svolto a Senago, non lontano dal capoluogo lombardo, organizzato da don Claudio, capitano della squadra azzurra preti. “La bellezza – ha detto il sacerdote riferendosi alle silhouette delle indossatrici – è una cosa bella perchè voluta da Dio”. Il capitano delle modelle è soprannominato Maradona: “Così mi chiamano le compagne di squadra ma le mie gambe, anche se più slanciate del fuoriclasse, non hanno certo la tecnica dell’ex capitano del Napoli”

Ora, il fatto che esistesse una nazionale preti non mi stupisce. Credo che il 90% degli appassionati di calcio italici ha iniziato a tirare palloni nel campetto dell’oratorio (e quanti rilanci alla “viva il parroco” ).

Ma una nazionale delle modelle… guardando le foto devo ammettere che forse i preti sono gli unici a poterle affrontare, abituati a resistere alle tentazioni…. :-)

“Basta con gli immigrati, fermate gli sbarchi !”

mercoledì, 15 giugno 2005

Lo dice la Lega ? No, lo dicevano gli abitandi del Bronx all’inizio del secolo scorso.
E non lo dicevano agli africani o agli asiatici. Lo dicevano a noi, italiani ed europei.

Lo scrive il Passaporto, in un bell’articolo, che ricorda cosa succedeva al tempo:

Pochi fortunati riescono a mettere su qualche modesta attività commerciale, ma i loro negozi sono devastati dalle organizzazioni xenofobe, tanto che sono costretti a raggrupparsi, per difendersi, nel quartiere di Little Italy. Molti entrano nella malavita locale. Alcuni si organizzano in bande. Contro di loro l’opinione pubblica insorge. Le accuse sono sempre le stesse: sovversivi, anarchici, ma soprattutto camorristi e mafiosi. I giornali non fanno distinzione fra gli italiani onesti e i rapinatori assassini. Fra gli immigrati, ci sono gli uni e gli altri.

Cambiate la città, da New York a Roma, e cambiate il quartiere, da Little Italy all’Esquilino.
Quello che non cambia è tutto il resto. Quasi un secolo, ed è tutto uguale.

“Here’s to you, Nicola and Bart” cantava Joan Baez, nostri martiri inutili, di una storia che non insegna nulla a nessuno.