Meglio di cosė ?
Come volete commentare la partita di ieri sera ?
Dal blog di Leonardo Coen su Repubblica.it.
Il ground zero dell’arbitraggio
Vedi Chievo-Juventus, e poi muori. Anzi, no: e poi ti incazzi.
Uno spettro inquieto e per niente rassegnato s’aggira senza requie per i campi di calcio italiani: quello dell’arbitro intransigente e giusto, del direttore di gara imparziale ed onesto, della giacchetta nera che non subisce alcuna sudditanza. E’ il fantasma di un’opera incompiuta intitolata “Pareggio con le Grandi”; č il protagonista di uno spettacolo che non esiste pių ma che un tempo faceva tutto esaurito, “Vinco perchč lo merito”; l’ombra persa di un mondo che ha paura della giustizia (non soltanto sportiva). Scacciato dai nostri terreni di gioco, il Buon Arbitro č costretto a vagare lontano dagli stadi, a lasciare il Campionato “pių bello del mondo” in balėa di fischietti sempre meno imparziali, sempre pių faziosi e fallaci (non alludo ad Oriana: ha la querela facile)): infatti trionfa lo sbaglio a senso unico; infatti per novanta minuti pių recuperi si rinnova la sagra del fuorigioco, lo tsunami del cartellino giallo che blocca pericolose incursioni nelle aree protette, mica dal wwf ma dalla Lega e dai soliti conflitti d’interesse. Non parliamo dei gol annullati se il pallone osa varcare linee incustodite di porte famose e potenti: in quel caso la vista si appanna, le bandierine si agitano. E tutto si accomoda, opportunamente. O, come si diceva una volta, “secondo convenienza”. Pių che un arbitro, un arbėtrio.
Evviva l’Italia, almeno siamo coerenti in tutto.